19 Gennaio 2021

I REPARTI

La Decima Flottiglia MAS ha, di fatto, avuto due anime, due contesti che, in ragione del mutamento delle condizioni geo-politico-militari, hanno fatto fronte alla cogente evoluzione strategica e alla minaccia nemica. C’è chi dice, come l’Ammiraglio Gino Birindelli nella intervista riportata in questo sito, che ci sia stata una “Decima Regia” seguita da una “Decima Repubblicana”. Ciò è vero ma non rappresenta appieno l’evoluzione che la Flottiglia dovette necessariamente subire. Indubbiamente l’8 settembre del 1943, con le sue nefaste conseguenze e le bugie regali ad esso collegate, ha avuto un ruolo da protagonista. Ma, facendo riferimento ai Reparti della Decima, prima e dopo questa data, è possibile evidenziare che la Flottiglia antecedente alla resa dei Savoia al nemico sia un reparto con evidente ed univoca vocazione marinara e i suoi obiettivi e campi d’azione appartengono al puro contesto navale. Nella seconda fase, la Decima per oggettive costrizioni e contesti, che per la nazione sono apertamente sfavorevoli, per una indiscussa indisponibilità di navigli e di specifici sistemi d’arma, a fronte di un più che cospicuo afflusso di volontari e patrioti votati alla difesa dell’onore, deve vocarsi alla dimensione terrestre costituendo unità di fanteria e di armi d’accompagnamento per la difesa del territorio nazionale, specie a contrastare l’invasione degli sbarchi alleati e a fronteggiare l’invasione delle truppe titine e dei partigiani comunisti ad esse vocate, nei territori dell’estremo nord-est, della Venezia-Giulia. Ecco perché, di seguito, presenteremo i vari reparti della Flottiglia ripartiti in queste due fasi di vita operativa secondo il loro schema organico.


 

ORGANIGRAMMI

Pre 8 settembre 1943

Iniziamo questa analisi (periodo 1936-1943) tenendo ben in mente che si va ad analizzare un reparto segreto, utilizzante nomi di copertura, come sappiamo e con decentralizzazioni logistiche anch’esse coperte dalla dovuta riservatezza militare. Inoltre, l’essenzialità organica non richiedeva particolari strutture burocraticamente definite. Inizialmente la Flottiglia era un unico contesto marziale che vedeva incursori subacquei, sommergibili avvicinatori e barchini esplosivi, geograficamente decentrati ma accorpati organicamente.

Subito dopo, si iniziò a sviluppare una terza specialità che si aggiunse ai mezzi d’assalto subacquei e a quelli di superfice. Nacquero infatti, in forma organizzata e dedicata, i nuotatori-guastatori subacquei assegnati al costituendo Reparto Gamma. L’insieme di queste tre derivazioni operative con gli eventi marziali non sempre di successo raccolti sul tappeto operativo, portano ad una revisione organica e ad una più spinta specializzazione operativa.

Dopo la cattura del Comandante la Prima Flottiglia MAS, CF Giorgini imbarcato sul sommergibile Gondar, Supermarina riconobbe l’esigenza di procedere ad un inquadramento autonomo del reparto d’assalto subacqueo, costituendo un unico organico ente dotato di alcune funzioni autonome. Alla sua direzione venne posto il CF Vittorio Moccagatta, ufficiale di talento e di elevata preparazione. Volendo battezzare questa piccola enclave con una connotazione autentica ma che nello stesso tempo non ne riveli la destinazione d’impiego, Moccagatta cercò un nome che fosse ben augurante, d’elezione, ma nello stesso tempo che fornisse una certa copertura circa le sue segrete peculiarità. L’ispirazione venne dalle gesta e dal retaggio marziale della X Legio, Legione con la quale Cesare conseguì le più importanti vittorie e conquiste imperiali in Britannia. E quindi il nome di “X Flottiglia Mas” venne proposto a Supermarina che, contestualmente, lo approvò.

Ma non fu un semplice cambio di denominazione. Una nuova struttura organica venne sviluppata e oltre all’Ufficio Comando vero e proprio, trovano residenza due consessi ben distinti e specifici: il Gruppo Subacqueo e il Gruppo di Superficie. Del primo fecero parte gli Incursori di Bocca di Serchio, la Scuola Sommozzatori di Livorno (sita presso le strutture dell’Accademia navale e che successivamente darà vita al Reparto Gamma) e i sommergibili avvicinatori; mentre il secondo comprese i barchini esplosivi e tutti gli altri mezzi d’assalto di superficie. Al comando di questi due gruppi furono posti i Capitani di Corvetta Junio Valerio Borghese (che è anche il Comandante del Sommergibile avvicinatore Scirè) e Giorgio Giobbe (che cadendo durante l’operazione su La Valletta, nota come Malta 2, sarà sostituito dal CC Salvatore Todaro).

Già dalle prime battute Moccagatta si accorse che, un reparto così all’avanguardia ed innovativo come non mai, fu al di fuori dagli schemi tradizionali che il sistema faticò ad accettare. Il nemico, per certi versi non è costituito soltanto dagli inglesi. Ma, ahimè, ne esiste anche uno più subdolo e che veste la sua stessa uniforme: la burocrazia. Le intendenze, gli appalti, i regolamenti, le commissioni, la connaturata pignoleria e ottusità bizantina, lavorano tutte contro e all’unisono, impedendo scorciatoie che sarebbero servite a snellire le procedure a tutto guadagno di tempo ed a far avere ai due gruppi operativi le dotazioni marziali necessarie. Dopo lunghe ed estenuanti battaglie fatte a suon di relazioni, memorie, veline e rapporti, piano piano Moccagatta riuscì a corrodere questa burocrazia savoiardo-borbonica. I bizantinismi, mano a mano, vennero estromessi dal processo decisionale e di approvvigionamento logistico e, tra l’altro, furono avviati rapporti diretti con i fornitori. In particolare con la Cabi, con la Panerai, con la Pirelli e la IAC e con la Caproni, la Piaggio e la Siai Marchetti. Nuove risorse umane giunsero anche dal mondo civile: ing. Cattaneo -patron della CABI- è inquadrato nel reparto di Giobbe col grado di Cap. del GN, l’ing. Ramognino, della Piaggio, sarà al reparto subacqueo con Borghese e diventerà l’artefice dei “cavalli di Troia” di Villa Carmela e di nave Olterra, locati in terra spagnola semplicemente sotto il naso inglese. In questo ambito si distinse Ottavio Morbelli, il segretario di Moccagatta, che con le sue innate e superiori qualità tecniche ed umane, sarà il tramite diretto ed intelligente tra il Comandante della Flottiglia, i suoi diretti collaboratori, ma anche con gli enti sovraordinati e le aziende esterne. Infine, l’ingegno del CC Belloni, il primo papà embrionale del progetto Gamma trovò in un suo adepto, il TV Eugenio Wolk, l’elemento principe per la definizione operativa dell’uomo rana marziale, rendendo questo sistema d’arma terribilmente micidiale ed efficace. L’affiatamento tra Moccagatta e i suoi due fidi scudieri, in particolare con Borghese, Giobbe e Wolk, fu elevatissimo, un elemento non comune di pregio e grazie agli sforzi profusi vennero intensificati allenamenti dedicati e al limite delle capacità umane e sviluppate nuove procedure d’impiego che nel prosieguo delle operazioni militari si riveleranno estremamente efficaci.

 

Post 8 settembre 1943

Come prefato in apertura, la struttura della Flottiglia assume sempre più una dimensione terrestre e, pertanto, adegua il proprio organigramma all’assetto tattico ed ai reparti che lo vanno a costituire. In breve, l’organigramma di seguito presentato esprime nel dettaglio date, unità e collocazione di tutte le unità che prendono corpo, anche sulla base delle evoluzioni geo-tattiche che, mano a mano, hanno luogo sul territorio nazionale. Unità che si distingueranno nei vari episodi bellici sino al termine delle ostilità per coraggio e alto senso dell’onore.


 

NAVALI

Come già anticipato queste unità hanno una spiccata e si potrebbe anche dire assoluta, vocazione navale. Essi rappresentano l’evoluzione tattico-operativa del contesto di guerra che la Nazione combatté sul mare, fronteggiando un prorompente e preponderante nemico, che si adeguò alle necessità marziali del momento storico sotto il profilo geostrategico. Vale quanto già detto in apertura nel merito delle due anime marziali che la Decima ha dovuto assumere per esprimersi al meglio sul campo di battaglia e dell’onore. Eccoli, quindi, nel dettaglio.

REPARTO MEZZI D’ASSALTO SUBACQUEI

SCUOLA  SOMMOZZATORI E REPARTO GUASTATORI SUBACQUEI

REPARTO MEZZI D’ASSALTO DI SUPERFICIE

LE ENCLAVE D’ASSALTO DEL REPARTO MEZZI SUBACQUEI ALL’ESTERO

REPARTO GAMMA LICIO VISINTINI

 

 

TERRESTRI

Dopo l’infamante e tragico 8 settembre 1943 e la conseguente fuga del re savoiardo e del suo codazzo di corte, come noto il Paese dovette affrontare il conseguente vuoto di potere esecutivo e legislativo e l’istinto di sopravvivenza, in tale marasma, spesso prevalse su tutto il resto.  Molti reduci hanno raccontato che, spesso, la scelta tra nord e sud fu fatta su una base puramente geografica, in base a dove provenivano le famiglie d’origine. E se questa soluzione, si direbbe basata sul piano famigliare e sociale, fu adottata da molti, alcuni invece seguirono il percorso dell’onore, il rispetto della parola data e la coerenza in primis verso sé stessi ed i propri ideali ed in secundis fu la giusta reazione verso chi l’aveva vigliaccamente abbandonata alla mercé degli invasori tutti.

La Decima, come racconta il Comandante nel suo diario -che è incentrato sul periodo 1943-1945- si riunì intorno al suo Condottiero e decise il suo destino futuro prossimo. Molti accettarono la paga anticipata che per i gradi più bassi era di Lire 2.000, il foglio di congedo e i relativi lasciapassare e cercarono di raggiungere casa.  Altri, pochi a dir la verità, scelsero di rimanere col proprio Comandante che aveva correttamente indicato, pur senza alcun obbligo verso i suoi sottoposti, la direzione da prendere. Venne stretto un accordo bilaterale tra il Comando Decima e le forze tedesche in Italia che stabiliva l’autonomia della Flottiglia, il mantenimento di uniforme, armi e della bandiera nazionale italiana (ancorché emendata dall’araldica savoiarda, ad opera di un valoroso Gamma, come già raccontato nell’apposito capitolo).  E tutto questo prima che venisse creato l’embrione istituzionale di quella che poi sarà la Repubblica Sociale Italiana e la costituzione delle relative forze armate.

Alla luce dei noti accadimenti e dei grandi successi di guerra ottenuti in Mediterraneo dalla Flottiglia, la cui risonanza si può ritenere, senza tema di smentita, di carattere mondiale, molti giovani, molti soldati sbandati e veri patrioti riconobbero nella reparto del Comandante un chiaro riferimento etico, morale e sociale che, tra l’altro avrebbe consentito la continuazione della difesa della Patria dall’invasione alleata al fianco e soprattutto su un piano paritetico, dell’alleato germanico. E quindi, rapidamente, iniziarono ad affluire presso il Comando Decima un gran numero di bravi volontari pronti alla difesa di questa Nazione dilaniata da più parti.   Purtroppo, però, la componente navale della Marina e degli assaltatori del mare, specie in termini di mezzi, era ridotta a poche unità.   Il Comando avviò subito un piano di produzione militare ordinando alle industrie superstiti del nord congrui ordinativi di SSB (il miglioramento del Maiale, ovvero il Siluro San Bartolomeo) e di MAS e MTM (cioè siluranti e barchini esplosivi), ma le condizioni di approvvigionamento delle materie prime e la capacità produttiva di questi opifici erano grandemente condizionate dai bombardamenti alleati che imperversavano su tutti i territori del nord e quindi l’acquisizione di questi materiali e sistemi d’arma fu lenta e, a volte, frammentaria al limite dell’inconsistenza.

Ecco quindi nascere la necessità di incanalare tutte queste risorse verso una dimensione più terrena, tralasciando in parte la sezione navale -di superficie e subacquea- a pochi elementi che, tra l’altro, richiedevano gravose selezioni di personale e lunghi cicli addestrativi.   Assicurata una certa fornitura di armi leggere dalla Beretta, dalla Breda e altre realtà d’armamenti fu, si direbbe naturale, inquadrare questa massa di persone che giunse anche a contare più di 20.000 uomini (come testimonia anche il Comandante Borghese nel suo diario) in un assetto dedicato alle azioni sul campo prevalentemente terrestre.  Si impostarono quindi le strutture organizzative a livello di battaglione dato che quest’ultime risultavano anche sul piano dell’impiego tattico più flessibili e reattive.  Con l’aumento del flusso dei volontari ci si predispose anche all’implementazione di grandi unità -sul piano divisionale- che però, come prevedibile, richiesero tempistiche molto più impegnative e che vennero superate dagli accadimenti e dagli eventi che portarono poi al cessate il fuoco, al termine delle ostilità sul natio suolo e alla smobilitazione della Decima Flottiglia MAS.

Di seguito si traccerà, quindi, come già fatto per i “reparti navali”, un resoconto ordinativo ed organico della “Decima Terrestre” che, operando dal 1944, seppe emergere sul campo dell’onore nella difesa della Patria dalle forze alleate e dalle infami bande terroristiche slave che tanto ebbero a far patire le popolazioni di confine della Venezia Giulia.  Tutti ebbero a dimostrare quanto l’amor di Patria poté a fronte di condizioni d’impiego e sul piano tecnico particolarmente gravose e, quindi, penalizzanti.

 

BTG. “BARBARIGO”

BTG. “FRECCIA”

BTG. “FULMINE”

BTG. “LUPO”

BTG. “VALANGA”

BTG. NUOTATORI PARACADUTISTI

BREVETTATI ASSALTATORI

G.A. “COLLEONI”

G.A. “DA GIUSSANO”

G.A. “SAN GIORGIO”

SERVIZIO AUSILIARIO FEMMINILE

 


 

CONTENUTI A CURA DEL GENERALE RICCARDO DONATI

 


 

Di seguito le decorazioni della Decima Mas nel periodo 1943 – 1945 suddivise per reparti con l’immagine delle rispettive medaglie.

 

MEDAGLIA D’ORO AL VALORE MILITARE

 

MEDAGLIA D’ARGENTOO AL VALORE MILITARE

 

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALORE MILITARE

 

CROCE AL VALOR MILITARE

 


 

CONTENUTI A CURA DEL VICEPRESIDENTE SERGIO POGLIANI

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