Mario Bordogna

Il Presidente Mario Bordogna aiutante di campo del Comandante Borghese.
(fonte: Archivio Mario Bordogna)

 

Sono nato nel 1920. L'8 settembre 1943 ero istruttore paracadutista alla scuola di Tarquinia. Alla dichiarazione di guerra nel 1940 frequentavo la Facoltà di Agraria in Milano e mi sono subito arruolato volontario. Inviato prima a Cremona III Artiglieria di C.A. nel marzo 1941, su domanda fui trasferito alla scuola Paracadutisti di Tarquinia. Partendo volontario nel 1940 avevo un mio motto: Non per un partito, ma per una Patria.


 

1. Prima del 25 luglio 1943 lei si riteneva un fascista convinto?

Prima del 25 luglio mi sono sempre ritenuto un perfetto Italiano che ha subito risposto alla chiamata della Patria che era costretta a dichiarare guerra. Pur essendo stato nei Balilla, Avanguardisti e Giovani Fascisti non mi sono mai occupato della politica economica fascista. In Italia si era rispettati, vi era organizzazione seria, non vi era delinquenza, ma ordine e rispetto. I postulati: Dio-Patria-Famiglia erano rispondenti alla mia coscienza d'italiano.

2. Quali sono state le sue sensazioni dopo l'8 settembre? Furono diverse da quelle dopo il 25 luglio?

Al 25 luglio 1943 ho compreso la doppiezza del popolo italiano e all'8 settembre ho visto la vigliaccheria di un Governo che non amava l'Italia, ma solo i propri interessi. Tutta l'Italia, esercito compreso fu abbandonato senza ordini. Il re ed il capo del Governo scappano da Roma e si rifugiano in territorio italiano atto a venire immediatamente occupato dai nemici angloamericani: è una resa senza condizioni.

3. Nel momento di scegliere tra Mussolini ed il Re non ha creduto di venir meno al giuramento nei confronti di quest'ultimo?

Il re fuggendo mi aveva liberato dal giuramento di fedeltà. Quando il comandante in capo fugge non si può seguirlo nell'onta e nel disonore.

4. Perché ha scelto di aderire alla Decima Mas? Credeva ancora nella possibilità di una vittoria dell'Asse o la ispiravano altre motivazioni?

Al 9 di settembre chiesi all'aiutante della scuola Paracadutisti di essere inviato a Trieste perché ritenevo che in quella zona si sarebbe svolta la vera tragedia italiana. Già da tempo sapevo che la guerra sarebbe stata persa, ma la resa incondizionata non era nei miei intendimenti. Si chiede la resa solo quando si è combattuto sino all'ultima cartuccia o si è morti colpiti dal nemico. Quando andai a Trieste, ove giunsi sempre in divisa e armato, il 12 settembre, nulla si sapeva di Mussolini. Io sapevo che bisognava combattere ancora per lavare il disonore della resa.

5. Qual era il principale obiettivo della Decima Mas? Qual è stato il suo ruolo all'interno di questa formazione? Una sua definizione del comandante Borghese?

A Trieste incontrai il capitano di corvetta Umberto Bardelli inviato dal comandante Borghese della X Mas per recuperare materiale militare a Fola. Con lui rimasi rientrando a la Spezia e poi costituito il Btg. Barbarigo andai al fronte di Nettuno. Ero responsabile della compagnia comando. Nel giugno 1944 al rientro dal fronte fui assegnato quale ufficiale addetto al comandante Borghese.{slider=6. Cosa pensava di Mussolini e delle sue responsabilità nella condotta della guerra? Mussolini vedeva gli italiani come lui li desiderava. La guerra fu voluta perdere. 7. Cosa ne pensava delle altre formazioni militari della R.S.I. e della militarizzazione del Partito voluta da Pavolini? Era al corrente di gruppi politicizzati e alternativi all'esercito? Nel periodo 1943-1945 io pensavo alla mia incombenza nella X Mas, e non mi interessavano le altre formazioni militari della R.S.I. Sapevo che anche queste volevano difendere il suolo italiano.

8. Che immagine aveva degli Alleati? Notava delle differenze tra americani ed inglesi ed auspicava che uno dei due prevalesse sull'altro?

Gli Anglo-Francoamericani erano il quel momento con i Russi nemici della mia Patria.

L'America con il suo grande territorio, la lontananza dalle zone di conflitto, le sue industrie, il fatto di non essere mai stata bombardata avrebbe coordinato i suoi alleati come fece.

Sul comportamento contro i prigionieri loro fatti, vi è abbastanza letteratura, anch'io fui in carcere per circa un anno.

9. Sperava nella possibilità di accordo tra tedeschi e angloamericani in funzione anti-russa prima della conclusione del conflitto?

Io avevo solo il pensiero del mio lavoro e se possibile di essere al fronte contro i nemici dell'Italia, non mi interessavano accordi, io sapevo solo di essere sempre stato anticomunista, e negli anni 1945-1999 si parla più bene della teoria economica impostata da Mussolini che di quella voluta da Stalin e successori.

10. Era al corrente dell'esistenza di contatti con esponenti del Regno del Sud finalizzati alla difesa dei confini orientali?

Il Comandante Borghese ha ricevuto inviati dal Sud. Mai ha inviato al Sud suoi diretti inviati per accordi. Si è saputo che il Sud avrebbe dovuto inviare militari per la difesa della Venezia Giulia, ma anche questo non fu fatto, e il Governo italiano considerato vincitore non è riuscito a tenere quella terra italianissima.


 
 
 
 
  • Prologo
  • L'8 settembre cosa sapevate ?
    Quali sentimenti nutrivate nei confronti del re e del governo ?
  • Cosa fece Mario Bordogna l'8 settembre ?
  • Trieste e l'arruolamento nella X MAS
  • Cosa pensava dei soldati e degli ufficiali che appoggiarono il governo  reggente il sud Italia ?
  • Cosa spinse tanti giovani ad arruolarsi nella x mas ?
  • La Decima prima e dopo l'8 settembre
  • Ll trattato con l'esercito tedesco e la X MAS
  • Come e dove reperiva armi, fondi e materiali la X MAS ?
  • Quali ideali e spirito muovevano gli uomini della X MAS ?
  • Alcune considerazioni sull'esercito tedesco dopo l'8 settembre
  • Il significato del teschio con la rosa in bocca, simbolo e scudetto della X MAS
  • Perchè Mussolini costitui' la RSI ?
  • Il fronte di Nettuno
 

L'unico sito ufficiale dell' Associazione Combattenti Decima Flottiglia MAS, l'unico in assoluto, è quello che state vedendo, non perchè lo diciamo noi, ma perchè lo affermano gli avvenimenti del 3 Febbraio 2007, giorno in cui sono state fatte delle elezioni regolarissime in base allo Statuto vigente, seguendo tutti i dettami e dalle quali è risultato Presidente eletto, l'aiutante di bandiera del Comandante Junio Valerio Borghese, il Guardiamarina Bordogna Mario e gli elettori, secondo Statuto, sono stati i Veterani e gli Aderenti con i medesimi diritti e doveri e in regola con il diritto di voto.

Segreteria Nazionale di Milano
DECIMA FLOTTIGLIA MAS
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