Estratto matricolare del capitano di fregata Borghese Junio Valerio Scipione Alfredo di Livio (Dei Principi) e di Keun Valeria, nato il 6 Giugno 1906 a Roma

Allievo della Regia Accademia Navale (Corso Ufficiali di Vascello) dal 25 ottobre 1922 per Decreto Ministeriale 15 novembre 1922.
 

Aspirante Guardiamarina il 1° novembre 1927.

Guardiamarina nello Stato Maggiore Generale della Regia Marina con riserva di anzianità e con anzianità di grado 1° luglio 1928 con Regio Decreto 28 giugno 1928 (registrato alla Corte dei Conti il 3 agosto 1928 Registro 1 Marina Foglio 388).

Sottotenente di Vascello con riserva di anzianità e con anzianità di grado 1° luglio 1929 con Regio Decreto 26 luglio 1929 (Registrato alla Corte dei Conti il 4 novembre 1929 Registro 3 Marina Foglio 457).

Tenente di Vascello con riserva di anzianità e con anzianità di grado 1° luglio 1933 con Regio Decreto 13 luglio 1933 (Registro alla Corte dei Conti il 29 settembre 1933 Registro 42 Marina Foglio 38).

Capitano di Corvetta con riserva di anzianità e con anzianità di grado 13 agosto 1940 con Regio Decreto 5 settembre 1940 (Registrato alla Corte dei Conti il 21 dicembre 1940 Registro 17 Marina Foglio 192).

Capitano di Fregata per merito di guerra con riserva di anzianità e con anzianità di grado 20 settembre 1941 temporaneamente in soprannumero con Regio Decreto 29 novembre 1941 (Registrato alla Corte dei Conti il 31 agosto 1942 Registro 11 Marina Foglio 25).

Con ordine del giorno in data 18 giugno 1944 il Sottosegretario di Stato gli ha consesso le funzioni del grado superiore a decorrere dall'8 febbraio 1944 (Foglio 73691 del 24 giugno 1944) – Repubblica Sociale Italiana.

Sospeso dall'impiego a tempo indeterminato in attesa di procedimento penale a decorrere dal 14 settembre 1944 per Decreto Luogotenenziale in data 14 settembre 1944.

In corso nella perdita del grado per cancellazione dai ruoli Ufficiali della Regia Marina in applicazione dell'articolo del Decreto Legislativo Luogotenenziale in data 26 aprile 1945 n.294 per Decreto Luogotenenziale in data 21 giugno 1945 (Registrato alla Corte dei Conti il 13 giungo 1946 Registro 77 Marina Foglio 264). In congedo il 21 giugno 1945.

Reinserito, in seguito alla perdita del grado, nei ruoli del C.E.M.M. della sua classe e contemporaneamente trasferito al Distretto Militare di Roma con matricola 12739 Esercito Italiano (Foglio n.3391332/28126 del 9 maggio 1951 di Marinequip – Roma).

Deceduto a Cadice (Spagna) in data 26 agosto 1974.

Nacque a Roma in una delle famiglie più blasonate della nobiltà capitolina. Di antiche origini senesi (ultimo ramo Borghese-Torlonia), con tre cardinali, un papa e la sorella di Napoleone Bonaparte (Paolina) fra i suoi rami araldici. Il padre di Junio Valerio era il principe Livio Borghese di Sulmona, principe di Rossano, principe di Vivaro, principe di Montecompatri, duca di Palombara, duca di Poggio Nativo e Castelchiodato; la madre era la principessa Valeria Maria Alessandra Keun.

Come conseguenza del fatto che il padre era un diplomatico, Junio trascorse i primi anni di vita in viaggio fra l'Italia e le principali capitali estere, soggiornando in Cina, Egitto, Spagna, Francia e Gran Bretagna.

Sposò a Firenze, il 30 settembre 1931, la russa Daria Wassilievna contessa Olsoufiev Schouvalov da cui ebbe quattro figli: Elena Maria Nives (nata a Roma nel 1932), Paolo Valerio Livio Wassili (nato a Roma nel 1933), Livio Giuseppe (nato a Roma nel 1940), Andrea Scirè (nato a Roma nel 1942).
Attratto dalla vita militare, nel 1922 venne ammesso ai corsi della Regia Accademia Navale, dalla quale uscì nel 1928 con il grado di guardiamarina; dovette comunque attendere quasi un anno per avere il suo primo imbarco, sull'incrociatore Trento.

Nel 1930 venne promosso sottotenente di vascello e imbarcato su una delle torpediniere operanti in Adriatico; l'anno successivo frequentò il corso superiore dell'Accademia Navale, e nel 1932 venne trasferito ai sommergibili.

Dopo aver frequentato il corso di armi subacquee, nel 1933, promosso tenente di vascello, venne imbarcato dapprima sulla Colombo, quindi sulla Titano.

Nonostante avesse nel frattempo conseguito i brevetti di palombaro normale e di grande profondità, fu solo nel 1935 che ricevette il primo incarico di sommergibilista, partecipando alla guerra d'Etiopia, dapprima imbarcato a bordo del sommergibile Tricheco, successivamente del Finzi.
Nel 1937 assunse, infine, il primo comando: con il sommergibile Iride prese parte alla guerra civile spagnola, venendo decorato l'8 aprile 1939 della medaglia di bronzo al Valor Militare per «... l'elevato spirito offensivo e le solide qualità professionali...» dimostrate nel corso delle operazioni.

Trasferito successivamente presso la base di Lero, nel Dodecaneso, vi rimase fino all'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940.

Nelle prime fasi del conflitto, come comandante del sommergibile Vittor Pisani, prese parte alla battaglia di Punta Stilo e a una serie di falliti tentativi di forzare il porto di Gibilterra, tra il settembre e l'ottobre del 1940.

Promosso capitano di corvetta, nel 1941 venne designato alla X Flottiglia MAS, (che in data 15 marzo 1941, su proposta del C.F. Vittorio Moccagatta, appunto assunse la denominazione definitiva di X^ Flottiglia MAS) dove assunse gli incarichi di comandante del sommergibile Scirè e di capo del reparto subacqueo: anche con il suo contributo vennero pianificati e realizzati i progetti per il forzamento delle rade di Gibilterra (20-21 settembre 1941) e Alessandria (18-19 dicembre 1941, operazione che condusse Il grave danneggiamento delle navi da battaglia inglesi Queen Elizabeth e Valiant), venendo per questo decorato con la medaglia d'oro al Valor Militare e all'Ordine militare di Savoia.

Il 1 maggio 1943, fu promosso capitano di fregata.
Immediatamente dopo l'armistizio dell'8 settembre costituì un reparto di volontari denominato Decima Mas (prendendo il nome della X Flottiglia Mas), riuscendo a concludere, il 14 settembre, un accordo con il Korvettenkapitän Max Berninghaus, comandante navale delle forze del Terzo Reich in Liguria, con il quale la neonata flottiglia venne riconosciuta quale unità combattente con piena autonomia in campo logistico, organico, della giustizia, disciplinare e amministrativo e battente bandiera italiana. Alla nascita, pochi giorni dopo, della Repubblica Sociale Italiana, la Decima Mas fu inserita nell'organico della Marina Nazionale Repubblicana, sebbene essa agisse di fatto in maniera del tutto autonoma.

Nonostante i contrasti con i vertici politici e militare della Repubblica Sociale (contrasti che condussero al suo arresto con l'accusa di essere a capo di una congiura tesa a rovesciare il governo), le sue forze furono impegnate su tutti i fronti più importanti, a partire da quello di Anzio e Nettuno. Da notare che la X MAS e il Borghese stesso non furono mai "fascisti"in quanto la prima era completamente indipendente e il secondo non ebbe mai la tessera del Partito Nazionale Fascista.

L'attività della X MAS non si limitò alle incursioni navali contro le forze nemiche, ma si estese alla costituzione di reparti di terra che assunsero al termine del conflitto le dimensioni di una vera e propria divisione di fanteria leggera. Tuttavia a causa dell'opposizione tedesca (che mal vedeva la ricostituzione di grandi unità italiane) la Divisione Decima (composta da due gruppi di combattimento) non poté mai entrare in azione come unità organica, ma fu frazionata in battaglioni usati dai comandi tedeschi sul fronte della Linea Gotica e poi del Senio. Una parte della Divisione (il Secondo Gruppo) era pronto per muovere sul confine orientale, per difendere Trieste e Fiume dall'avanzata degli jugoslavi, ma fu bloccato prima dai tedeschi e poi dal precipitare degli eventi nell'aprile 1945. I nazisti impiegarono la Decima anche in attività antipartigiane e rastrellamenti di civili nelle zone dove agivano i partigiani. Gli ultimi reparti della divisione, decimati dagli attacchi inglesi, si arresero a nord di Schio (Veneto) il 2 maggio 1945.

Il regolamento della Decima è un interessante unicum nella storia militare italiana: prevedeva la totale uguaglianza fra ufficiali e truppa (panno della giubba uguale per tutti, pasti in comune), promozioni guadagnate solo sul campo, pena di morte per i marò colpevoli di furto, saccheggio, diserzione o vigliaccheria in faccia al nemico.

Inizialmente i militari della Decima erano tutti volontari (frutto anche di un'efficiente opera di propaganda), provenienti dalle più diverse armi delle Forze Armate Repubblicane, compresi «disertori» di altre armi che si arruolavano illegalmente per poter raggiungere un fronte di guerra e combattere.
Negli ultimi mesi del conflitto, Borghese avviò contatti con la Regia Marina al sud (ammiraglio De Courten) per favorire uno sbarco italo-alleato in Istria e salvare le terre orientali dall'invasione slava. Lo sbarco si sarebbe avvalso dell'appoggio delle formazioni fasciste e della Decima, con o senza il consenso tedesco. L'opposizione inglese fece fallire questo piano, in favore dell'invasione titina, che ebbe invece l'attivo sostegno della Royal Navy britannica.

«Comandante di sommergibile, aveva già dimostrato in precedenti circostanze di possedere delle doti di ardimento e di slancio. Incaricato di riportare nelle immediate vicinanze di una munitissima base navale nemica alcuni volontari, destinati a tentarne il forzamento con mezzi micidiali, incontrava, nel corso dei reiterati tentativi di raggiungere lo scopo prefisso, le più aspre difficoltà create dalla violenta reazione nemica e dalle condizioni del mare e delle correnti. Dopo aver superato con il più assoluto sprezzo del pericolo e con vero sangue freddo gli ostacoli opposti dall'uomo e dalla natura, riusciva ad assolvere in maniera completa il compito affidatogli, emergendo a brevissima distanza dall'ingresso della base nemica ed effettuando con calma e con serenità le operazioni di fuoruscita del personale. Durante la navigazione di ritorno sventava la rinnovata caccia del nemico e, nonostante le dìfficilissime condizioni di assetto in cui era venuto a trovarsi il sommergibile, padroneggiava la situazione, per porre in salvo l'unità e il suo equipaggio. Mirabile esempio di cosciente coraggio, spinto agli estremi limiti di perfetto dominio d'ogni avverso evento.»

Mediterraneo Occidentale, 21 ottobre - 3 novembre 1940.

 

 
 
 
Marzo 1944. Al Muggiano il Com. Borghese saluta i piloti e i maro' in partenza per la Base Sud di Fiumicino (Fonte: Archio Com. Nesi).
 

 

1906 - 2006
Centenario della nascita del
Comandante Junio Valerio Borghese





Nella ricorrenza della nascita del Capitano di Fregata Medaglia d'Oro al Valor Militare Junio Valerio Borghese, l'Associazione Combattenti Decima Flottiglia Mas ha voluto ricordare tale importante ricorrenza, pubblicando stralci di un suo memoriale scritto durante la sua permanenza nel campo di Cinecittà in Roma nei mesi di maggio e giugno 1945. Il memoriale è qui liberamente scaricabile.


L'unico sito ufficiale dell' Associazione Combattenti Decima Flottiglia MAS, l'unico in assoluto, è quello che state vedendo, non perchè lo diciamo noi, ma perchè lo affermano gli avvenimenti del 3 Febbraio 2007, giorno in cui sono state fatte delle elezioni regolarissime in base allo Statuto vigente, seguendo tutti i dettami e dalle quali è risultato Presidente eletto, l'aiutante di bandiera del Comandante Junio Valerio Borghese, il Guardiamarina Bordogna Mario e gli elettori, secondo Statuto, sono stati i Veterani e gli Aderenti con i medesimi diritti e doveri e in regola con il diritto di voto.

Segreteria Nazionale di Milano
DECIMA FLOTTIGLIA MAS
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